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Paradiso Val Borbera è gruppo informale di lavoro sul territorio.
Siamo un gruppo di lavoro ma prima di tutto un gruppo di amici che durante le sere d’inverno si incontra, mangia insieme, si confronta, si aiuta e lavora per la crescita sostenibile di una vallata.
Una sorta di ente costituito non da politici ma da liberi cittadini, agricoltori, ristoratori, piccoli imprenditori che hanno deciso di investire il proprio tempo per fare ricerca, valorizzare, promuovere e tutelare il loro territorio: la val Borbera.

Abbiamo la fortuna di vivere in un’area d’Italia particolarmente selvatica e straordinaria dal punto di vista naturalistico e culturale, il nostro obiettivo è quello di stimolare un fermento sociale e culturale, un ritorno alla terra e alle attività di artigianato e infine una fruizione dolce del territorio caratterizzata da attività a basso o nullo impatto ambientale, prime tra tutte l’escursionismo, la corsa in montagna e il ciclismo in tutte le sue sfaccettature.

 

Paradiso Val Borbera intende cambiare il racconto di questi luoghi non
definendoli più come isolati e “depressi” ma come ricchi di possibilità e
straordinari dal punto di vista naturalistico e culturale.

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muetto

Un vino assomiglia a chi lo fa, nel migliore dei casi. Di sicuro, se è un vino autentico, potrà aiutarci anche a ricordare. I colori, i tessuti dei vestiti dei nostri genitori, dei nostri nonni che lo facevano. Avrà l’odore della tua famiglia. Non solo quella di sangue ma anche quella eletta, alla quale di fatto, hai offerto gran parte del tuo tempo.

Sotto questa convinzione nel 2015 è cominciata un’avventura intrapresa da due dei nostri produttori Cascina Barbàn e Nebraie, che hanno scoperto che tra i vigneti autoctoni della val Borbera vi era una varietà che si è rivelata essere molto tipica di queste montagne. Abbandonata forse perché poco colorata, o perché banalmente, nessuno aveva mai posto l’attenzione su di lei. Si chiama Muetto.

Questa varietà colpisce per la sua capacità di accumulare zuccheri e per il fatto che matura presto e germoglia tardi, perfetta per la nostra Valle. È un vino rosso scarico, dal colore acceso e vivido, semiaromatico, dai profumi di rosa, ciliegia, ma anche pesca, acacia e molto altro ancora.

Ma l’entusiasmo purtroppo si è spento per colpa di un cavillo burocratico, il Muetto non poteva essere coltivato, bisognava intraprendere l’iter di registrazione, molto lungo e costoso!
Così i nostri viticoltori non si sono arresi e hanno deciso di lanciare un crowdfunding che aiutasse a reperire i soldi che servivano per la registrazione della varietà. Inutile dirvi che se siamo qui a parlarne è perché, grazie a molti di voi, il Muetto è tornato a vivere. Dal 2020 questo vino appartiene a chi se ne prende cura, a chi se ne occupa, a chi lo beve, a chi lo coltiva e infine a chi ha lavorato per la sua registrazione.

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bevi la val borbera

Sono secoli che si fa il vino in val Borbera, forse millenni.

Abbiamo trovato carte che dimostrano che già in epoca napoleonica la sponda di Figino, ma anche Sisola, Cantalupo L., Roccaforte L.,

Rocchetta L. e Mongiardino L. erano ricche di vigneti.

Negli anni '50 da Vignole Borbera a Carrega L. c'erano 275 ettari vitati.

Solo in Alta Val Borbera più di 60!

In prevalenza Timorasso ma anche altre varietà a bacca nera tra cui Muetto, Nibiò e Mostarino.

Bevi la val Borbera è il primo evento con l'intento di ricucire la storia enologica di questa Valle grazie ad un evento annuale in cui tutti i vignaioli del territorio si riuniscono, ogni anno in un ristorante diverso, per raccontarsi e per raccontare le loro nuove annate abbinandole alla cucina del territorio.

In sostanza è una serata aperta al pubblico in cui ad un menù con prodotti locali si abbinano le nuove annate dei vini valborberini.

Un momento di confronto e celebrazione del vino d’Appennino.

Una grande occasione di crescita per tutta la Valle.